Danila Ghigliano

Danila Ghigliano
Artist/Sculptor 

Sono nata a Mondovi, e la mia prima formazione è avvenuta al Liceo Artistico di Cuneo. Poi, all'Accademia Albertina di Torino, ho avuto grandi maestri, e ho cercato di apprendere da loro, in specie Mario Calandri e Francesco Franco, nella Scuola di Incisione, e Enrico Paulucci e Mario Davico, nella Scuola di Pittura. Ho approfondito le tecniche dell'incisione con Anthony Guibé e Riccardo Licata, alla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia.
L'incisione, in effetti, ha rappresentato, all'inizio e a lungo, il mio ubi consistam di artista; ma nel corso del tempo, con le esperienze, didattiche, umane, intellettuali, ho via via allargato il campo, e senza mai "tradirla", l'ho affiancata ad altre forme e tecniche, lasciandole però il privilegio della "forma madre" che ha impregnato di sé ogni altra tecnica da me sperimentata.
Ho cominciato esporre molto giovane, nel 1971, e lavoro ininterrottamente, a prescindere dal fine espositivo, da molto prima di quella data. Confesso che non potrei vivere senza il mio tavolo da lavoro. Senza le mie matite, la carta, i pennelli, i colori...
Poco dopo, nel 1973, ho avviato la mia attività di docente nei Licei artistici, dove ho insegnato Discipline pittoriche e plastiche e Tecniche dell'incisione.
La letteratura, da Thomas Mann a Pier Paolo Pasolini, è una fonte infinita, per me, di sollecitazioni, e, nella poesia, in particolare, trovo, anche senza cercare, uno stimolo incessante di sensazioni, sentimenti, pulsioni. Il ritmo della mia matita, o delle mie mani che modellano impastano e, è il ritmo stesso della poesia e della musica.

Il viaggio, praticato, o più sovente, sognato, attraverso la parola degli scrittori o le immagini degli artisti, rimane per me una dimensione essenziale della ricerca artistica come della vita. E i miei viaggi sentimentali, tra pagine scritte o luoghi raffigurati da una camera o da un pennello, sono una fonte infinita di creatività.
Ho cercato di praticare l'arte in una dimensione che forse è esagerato chiamare olistica, ma certo ho tentato di unire pittura, scultura, incisione, disegno: ho portato il segno colorato, la pennellata, la traccia della matita e del pastello sulla scultura di papier mâché e legno. La carta è per me non solo il supporto su cui traccio i miei segni, ma spesso la materia che si anima in forme, attraverso il processo della sua trasformazione in cartapesta.
Mostre personali
Cuneo, Mondovì, Garessio, Torino, Milano, Venezia, Amsterdam, Edimburgo, Dubrovnik, Urgup (Turchia)

Mostre collettive ed eventi
Antibes, Mouans-Sartoux, Milano, Genova, Savona, Venezia, Roma, Taranto, Pavia, Forlì, Macerata, Bari, Bologna
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Cuneo e provincia (Carmagnola, Mondovì, Garessio, Saluzzo, Serralunga di Crea)
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